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Con la consegna degli ultimi archivi sui desaparecidos in possesso del MAE, conclusa la visita del Presidente del Senato in Argentina

Written on:ottobre 24, 2014
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Il sen. Pietro Pietro Grasso ha consegnato al ministro degli esteri argentino gli ultimi 261 fascicoli in possesso della Farnesina, raccolti negli anni della dittatura. Emozione tra i familiari dei desaparecidos italiani. Grasso: Italia unico paese a far prevalere sulle esigenze di riservatezza degli Stati, la volontà di contribuire nella ricerca della verità.

Gli ultimi 261 fascicoli sui desaparecidos negli anni della dittatura militare argentina, raccolti dalla rete consolare italiana e custoditi negli archivi della Farnesina, sono stati consegnati ieri sera all’Argentina, durante una cerimonia che ha avuto luogo nela sede dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires. A consegnarli, il presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, a conclusione della sua visita istituzionale nel paese. Si tratta dell’ultima tranche di quattro consegne, per un totale di 661 fascicoli. “661 storie di persone e famiglie”. 3500 documenti conservati dalla Farnesina, che erano stati raccolti dalla rete consolare italiana, investita in quegli anni da quella tragedia.
A ricevere i documenti il ministro degli esteri dell’Argentina Héctor Timmerman, che ha sottolineato la politica italiana di difesa dei diritti umani e di cooperazione nella ricerca della verità, prima negli anni della dittatura e poi quando, ritornata la democrazia si è impegnata anche attivamente con i processi in Italia. Infatti, a Roma si è svolto un processo contro i militari della Esma che ha portato a numerose sentenze e ora, con quelli coinvolti nel cosiddetto Plan Condor, di collaborazione tra le forze repressive dei paesi del Cono Sud, ancora in fase istruttoria, per sequestri, omicidi e sparizioni di cittadini italiani.
Grasso, ex magistrato con alle spalle una vita impegnato nella lotta alle mafie e alla criminalità (di questi giorni la notizia della confessione di un pentito secondo il quale il magistrato nel 1992 doveva seguire la sorte riservata dalla mafia ai giudici Falcone e Borsellino), ha raccontato che aveva letto alcuni dei documenti consegnati al governo argentino. “Storie di smarrimento e disperazione, ma anche di familiari che non hanno mai smesso di cercare. Storie di tante famiglie, di madri e di padri, di fratelli e amici che non si sono arresi alla scomparsa dei propri cari. Storie di famiglie che potevano essere felici, e che sono state condannate da una dittatura feroce ad un dolore straziante”.
Tra i presenti c’erano alcuni di loro, commossi ed emozionati, come Lita Boitano, presidente delle famiglie di desaparecidos italiani. Hanno ringraziato l’Italia e raccontato di aver trovato nel paese di origine, un appoggio che non trovavano in Argentina.
Il presidente del Senato ha sottolineato che l’Italia è l’unico paese che ha deciso di sciogliere il segreto sui documenti riguardanti i desaparecidos, facendo prevalere, sulla riservatezza con cui vengono trattate le questioni di rapporti internazionali, la vicinanza con questo paese e la volonta di contribuire nella ricerca della verità e delle identità, contribuendo a riscrivere le storie di quelle persone.
Ha ricordato anche che il popolo italiano e quello argentino, sono uniti da profondi vincoli di sangue e di cultura, ma anche perché entrambi hanno risollevarsi con lo stesso orgoglio contro i totalitarismi e la barbarie, grazie agli stessi valori comuni di giustizia, di libertà e di solidarietà.
Il presidente Grasso ha ricordato commosso i colleghi magistrati caduti nella lotta alla criminalità, e ha concluso augurando

Durante la sua visita in Argentina, il presidente del Senato ha incontrato il suo collega Amado Boudou, vicepresidente dell’Argentina e in quanto tale presidente del Senato, un gruppo di senatori argentini, il ministro coordinatore Jorge Capitanich, il segretario generale della Presidenza della Nazione Oscar Parrilli e il ministro degli Esteri Héctor Timmerman. Inoltre ha avuto incontri con imprenditori di origine italiana e con esponenti della comunità italiana in Argentina. Durante tutti gli incontro, il presidente Grasso è stato accompagnato dall’ambasciatore d’Italia in Argentina teresa Castaldo e da Claudio Zin, senatore italiano del MAIE, eletto nella circoscrizione estero, per l’America meridionale. Il sen. Grasso ha ricevuto due lauree honoris causa per il suo impegno nella lotta alle mafie e alla criminalità. La prima dall’Università di Buenos Aires, dove ha tenuto una lectio magistralis su quell’argomento e l’altra dall’Univesidad del Salvador. Tema della sua lectio magistralis in quella sede è stato la ricerca della verità nella giustizia e nella fede. In quella sede, il senatore Grasso ha ricordato i profondi legami che uniscono i due paesi e i due popoli, di storia, di cultura e di modi comuni di vivere e di sentire, per cui mi sento fiero di ricevere questa laurea, che mi fa sentire un pò argentino”.

Il Presidente del Senato italiano, Pietro Grasso, consegna dei fascicoli ai coniugi Boitano genitori e nonni di desaparecidos. A guardare la scena il ministro degli esteri argentino Timmerman e l'ambasciatrice d'Italia in Argentina Teresa Castaldo

Il Presidente del Senato italiano, Pietro Grasso, consegna dei fascicoli ai coniugi Boitano genitori e nonni di desaparecidos. A guardare la scena il ministro degli esteri argentino Timmerman e l’ambasciatrice d’Italia in Argentina Teresa Castaldo

Pietro Grasso: “Me siento un poco argentino”

Written on:ottobre 24, 2014
Pietro Grasso: “Me siento un poco argentino”

La Universidad del Salvador entregó al presidente del Senado italiano un diploma que lo distingue como Doctor Honoris Causa de dicha casa de estudios. Grasso destacó la unión entre ambos países y se mostró agradecido por el reconocimiento.

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